LA CENA DEL SIGNORE (alcuni pensieri sulla)

La "Cena del Signore" e' un atto dell'adorazione a Dio che si distingue per la sua semplicita' e per il suo profondo significato. Essa consiste nel mangiare il pane e bere il vino, simboli del corpo e del sangue di Gesu' che sono stati immolati sulla croce del Golgota al fine di offrire la redenzione dell'uomo. Matteo, Marco e Luca narrano come Gesu' istitui' la propria cena, durante il banchetto pasquale ebraico, che commemorava la liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitu' d'Egitto. Questa scelta non fu casuale dato che la cena E' UN MEMORIALE e vuole ricordare al cristiano una liberazione, quella dal peccato ottenuta tramite la fede ubbidiente nel sacrificio del Signore Cristo Gesu'. Dire "Cena del Signore" significa dire PANE e VINO, dato che questi e solo questi sono gli elementi usati e ordinati da Cristo, quindi un pasto molto piu' frugale della Pasqua ebraica che si festeggiava mangiando un intero agnello. Ma mentre la Pasqua avrebbe avuto il suo compimento in Cristo e non avrebbe avuto senso alcuno per il cristiano di ieri e di oggi osservarla, la Cena del Signore e' un atto istituito da Cristo che deve essere celebrato oggi nella sua Chiesa, in attesa del Suo ritorno (1Corinzi 10:16). Si tratta di un atto che e' l'espressione piu' significativa della nostra fede e che attesta come la Sua morte e' stata LA VITTORIA per la nostra causa.

LA CENA ... UN RICORDO! Pane e vino sono dunque i simboli scelti da Gesu' per commemorare la Sua morte. Egli vuole che ci rammentiamo del Suo sacrificio: "fate questo in memoria di me" (Luca 22:19). Un ricordo per non dimenticare Colui che ci ha dato la vita, un ricordo per l'uomo che serve a ripristinare regolarmente la comunione con Dio e con il Suo Figlio. Un ricordo bello e sublime ma niente di piu'. Il dogma cattolico della transustanzazione, cioe' del cambiamento di sostanza dell'"ostia" in vero corpo e vero sangue di Cristo, e' quanto di piu' incredibile ed inconciliabile con la dottrina di Dio. La Sacra Scrittura insegna al contrario che la "Cena del Signore" e' un memoriale che serve a ravvivare nel cristiano la speranza del Suo grande ritorno. Cristo abita e vive in ogni cristiano per tutta la vita di ogni uomo che si e' rivestito di Lui (cf. Galati 2:20; 3:27) fino a quando l'essere umano Gli rimane fedele.

LA CENA ... UN ANNUNCIO! La Cena del Signore significa il buon annuncio a tutte le genti della morte redentrice del Signore e della promessa che Egli tornera' per giudicare tutti gli uomini (1Corinzi 11:26). La seconda venuta del Signore avverra', dice la Sacra Scrittura, quando nessuno se lo aspettera'. Egli tornera' furtivamente (1Pietro 3:10)! La Cena del Signore assume un valore determinante sia come momento di riflessione, che come momento di predicazione e di annuncio agli altri della Buona Novella del Salvatore Gesu'.

LA CENA ... UNA COMUNIONE! Il pane e il vino del Signore apparecchiati alla Sua mensa non sono soltanto Suo ricordo e Suo annuncio, ma rappresentano anche la comunione spirituale con Lui e con tutti i fratelli (1Corinzi 10:16-17). L'unico "pane" a cui molti partecipano (1Corinzi 10:15-17) e' simbolo dell'unita' nella fede, nell'azione, negli intenti, nella sofferenza dei molti che partecipano e comunicano spiritualmente con il Signore e fra di loro. Tale partecipazione implica e determina un vincolo cosi' stretto che i molti diventano uno, e dove vi e' comunione spirituale in Cristo, vi e' anche un medesimo sentimento, un medesimo amore, un animo ed un sentire unico (1Corinzi 1:10). Comunione e' partecipazione, per cui comunione e' servizio, esortazione, insegnamento, affetto fraterno e quindi pieno inserimento nella vita e nelle attivita' della chiesa.

OSSERVANZA DELLA CENA DEL SIGNORE Tre validi argomenti suggeriscono ai cristiani che la Cena del Signore va osservata OGNI DOMENICA: 1) la Scrittura, 2) la ragione, 3) la storia.

1) LA SCRITTURA (la sola fonte pienamente autorevole): i primi cristiani si radunavano regolarmente ogni primo giorno della settimana (domenica). Nella 1Corinzi (16:2) Paolo ordina alla chiesa di Corinto di assolvere i propri doveri finanziari facendo la colletta OGNI PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA, quando si radunavano assieme. Nella stessa lettera (11:20) l'apostolo censura questi cristiani perche' nella loro assemblea non osservavano correttamente il memoriale della Cena, degenerando in un vero e proprio banchetto. Ne consegue che essi si radunavano ogni primo giorno della settimana sia per celebrare la Cena che per dare la loro offerta. In Atti 20:7 leggiamo: "E nel primo giorno della settimana, mentre eravamo radunati per rompere il pane". Quest'ultima frase e' nel testo greco un genitivo assoluto, perticolare costruzione sintattica che indica un'azione regolare. Dunque Atti 20:7 non autorizza a farla una domenica si e una no, o quando lo si "sente". Non si osserva infatti la Cena del Signore perche' si deve provare un'emozione, ma perche' e' un comandamento di Dio. Un'altra osservazione riguarda la regolarita' dell'osservanza domenicale della Cena. A tale proposito giova valerci dell'esempio del popolo di Israele: gli Ebrei, ai quali era stato ordinato di santificare il sabato (Esodo 20:8), non chieserp a Dio quale sabato, non ne santificarono uno al mese, o uno quando si "sentivano". Li osservarono tutti e considerarono un peccato degno di morte non rispettare quanto comandato loro da Dio.

2) LA RAGIONE: un'analisi sulle commemorazioni ordinate da Dio agli Ebrei (Pasqua, Festa del Tabernacolo, Pentecoste, Purim, ecc.) mostra come tutte le festivita' avessero un tempo di osservanza ben preciso, fissato senza possibilita' di mutamento. Se non si celebra la Cena del Signore tutti i primi giorni della settimana (come capirono gli Ebrei per il sabato) non esiste alcuna regola per determinarne il tempo di osservanza, con la conseguenza che questo memoriale, cosi' importante per ogni cristiano (1Corinzi 11:23), verrebbe lasciato incredibilmente agli umori variabili degli uomini.

3) LA STORIA: per ultimo l'evidenza storica attesta che, almeno per i primi tre secoli d.C. le comunita' di cristiani "rompevano il pane" ogni primo giorno della settimana: "Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie ..." ("La Didache' - Dottrina dei 12 apostoli" (datato 120 d.C. - pag. 148; edizioni Paoline).

CHI PUO' PARTECIPARE ALLA CENA DEL SIGNORE? La Cena e' stata posta da Gesu' nel Suo REGNO (Luca 22:29-30) e soltanto coloro che attraverso l'ubbidienza nel battesimo biblico sono stati trasportati nel "regno del suo amato figliuolo" (Colossesi 1:13; Apocalisse 1:6; 5:10) possono sedere alla mensa del Signore. Questa partecipazione e' determinante per il cristiano perche' come abbiamo detto lo mette in comunione con il sangue e il corpo di Cristo, e rappresenta la testimonianza al mondo della sua relazione con Dio e con i suoi fratelli. In questo ricordo egli mostra la sua fede nella morte e nella risurrezione di Gesu' e la viva speranza nel Suo ritorno (1Corinzi 11:26). Per questo i cristiani devono essere consapevoli di quello che fanno quando si accingono a partecipare a questo memoriale. Paolo scrive: "Chiunque mangera' il pane o berra' del calice del Signore indegnamente, sara' colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore ... poiche' chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore" (1Corinzi 11:27-29). Tale raccomandazione vuole sottolineare la necessita' di vedere con gli occhi della fede la sofferenza e il dolore di Cristo, di valutare che solo per mezzo di quella morte l'uomo e' stato riscattato dal vano modo di vivere del mondo (1Pietro 1:18-19) e di comprendere che solo nella chiesa, che Gesu' ha acquistato virtu' di questo sacrificio (Atti 20:28), si riesce a beneficiare della redenzione che scaturisce dal Suo sangue. La nostra vita e' in Lui, la nostra speranza e' in Lui, il nostro futuro e' in Lui e in Lui soltanto.